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Emanuela Irace

Appunti a margine di una riflessione sullo status politico e sociale delle donne in Italia.

Che ci siano donne ai vertici della politica è una scelta maschile. Spesso avviene in momenti di difficoltà. Quando il piatto è vuoto o i maschi sono interessati ad altro. Le donne nella politica italiana entrano dopo la Costituente e dopo il 1948, la prima donna ministro in italia è nominata nel 1976, ma è una vetrina. C’è un gap difficile da colmare. Un ritardo che permea ogni ambito del vivere civile. Altro che tetto di vetro, in materia giuridica siamo uguali, ma sono i tetti di cristallo, quelli della società, che dobbiamo ancora sfondare.
Viviamo una realtà omertosa in cui molta della responsabilità è propria delle donne. Non solo al sud. Ma ovunque. Le donne contribuiscono a trasmettere alle proprie figlie modelli di comportamento arcaici e protettivi nei confronti dello statu quo, ai limiti della sudditanza e ancora troppo spesso incapaci di contrastare la violenza maschile. I dati sugli abusi familiari e sulla violenza contro le donne pongono l'italia ai vertici dell'Europa.
I segnali lanciati da televisione e vertici dello stato, l’uso delle donne come cadeau, comprato da maschi per altri maschi, al solo scopo di mandar a buon fine un affare, o ungere le ruote della politica rendono “normale” per le giovani la mercificazione del proprio corpo.
Da un punto di vista economico e politico non è soltanto il 25% in meno sulle retribuzioni a contare, ma lo “sconto” che grazie al lavoro di cura femminile non grava sui pubblici bilanci con l'intero welfare sulle nostre spalle, senza il quale il nostro paese avrebbe grandi difficoltà ad andare avanti.
Credo ci sia bisogno delle quote. Senza spocchia critica da parte di intellettuali della sinistra, ma semplicemente per mettere in moto un meccanismo che già da anni l'Europa ci richiede e che noi, partiti, saltiamo a piè pari pagando multe con la leggerezza di una sanatoria. Le quote servono per imporre dall'alto un cambiamento, come dall'alto si impone una sudditanza tacita.
Impossibile una soluzione alternativa, dal basso, perchè non ci sono le energie e i modelli comunicativi sono profondamente cambiati. Fare la velina, puntare sulla bellezza è diventato l'autout di vecchie e giovani. Difficile pensare che in futuro, tra vent'anni, le cose cambino. Il movimento femminista, ancorato alla politica, è riuscito ad ottenere risultati negli anni '70 e nel decennio precedente. In seguito le donne non sono più riuscite a badare a se stesse. E non hanno più ottenuto risultati politicamente apprezzabili.
Emanuela Irace

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