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Commenti

Francesco

In linea con gli interventi precedenti aggiungo che de-localizzare è un costo che solo alcune tipologie di imprese, peraltro poco presenti in Italia, possono permettersi. Finché si continueranno a sprecare contributi pubblici sostenendo gli interessi di persone che poi producono all'estero, non si faranno gli interessi del made in Italy. Facciamo un esempio. Il film (omissis)2 è cartone animato prodotto da una azienda italiana, realizzato interamente con manodopera (artigiani disegnatori) cinese, a scapito di tutti i bravi animatori presenti in Italia. A parte il riconoscimento di interesse culturale concesso alla pellicola (sic)… un contributo pubblico a tale film significherebbe finanziare il cinema italiano? La produzione di qualità non può essere portata all'estero senza perdere qualità. E’ lecito farlo naturalmente, ma non fa gli interessi del prodotto, solo, a volte, quelli dell’azienda. E questo lo sanno bene stilisti che sono diventati famosi a scapito della qualità artigianale di alta qualità dei loro capi. E chi svolge un ruolo pubblico non deve pensare solo alle aziende in grado di fare lobby, ma all’intero sistema produttivo, valutando bene le politiche da utilizzare in relazione ai volumi, alla qualità, alle persone impiegate e non ultimo alla rispetto dei diritti umani e delle adeguate condizioni di lavoro … che proprio in questi paesi emergenti risultano poco garantiti.

Asa

Sono d'accordo con l'analisi del successo di Benetton, cui aggiungerei la capacità di usare la rete per innovare il modello di business (produrre i capi in ecru, poi colorarli sulla base dei feed back dei negozi tramite l'ICT).
Ma l'internazionalizzazione di B. viene dopo, quando ormai era un marchio affermato in Italia.

Roberto Bellini

il successo di Benetton è stato dovuto oltre che alla comunicazione, ad almeno altri tre fattori secondo me determinanti:
-il design (cioè l'impostazione il controllo della realizzazione delle collezioni) centralizzato
-la rete delle micro imprese distributrici legate da un contratto di franchising
-la rete dei produttori, anche questi fortemente guidati dal centro

L'applicazione di questo modello a rete è già completamente operativa anche a livello internazionale.

Benetton nasce e si sviluppa con un approccio di "cooperazione e delocalizzazione nativi fortemente governati".

Interpreterei quindi l'affermazione di Benetton come una sollecitazione ex post a replicare il modello da parte di altre imprese italiane, mantenendo in Italia il know how (raro) della gestione di una rete governata e globale di microimprese, complessivamente capace di portare nel mondo stile e qualità di vita italiani.

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