
Lo scorso 30 giugno si è svolta a Bucarest la conferenza finale del progetto strategico AnimaNova "Integrazione nel mercato del lavoro delle vittime di tratta", progetto transnazionale finanziato dal Fondo Sociale Europeo della Romania, che dal 2009 ha consentito ad enti pubblici e associazioni del terzo settore dell'Italia e della Romania di cooperare per lo scambio informativo e il trasferimento di conoscenze tra operatori dei due paesi.
L'infografica (scarica il .pdf) sintetizza il percorso di analisi e intervento che è stato realizzato nel corso dei tre anni di attuazione del progetto dal partenariato guidato da CPE - Centro Partenariato per l'Uguaglianza e Federazione Filantropia per la Romania e Expert Italia, Associazione Parsec ricerca e interventi sociali, Esprit, Fondazione Giacomo Brodolini, AGEFORM S.c.a.r.l. per l'Italia.
L'Italia è uno dei principali paesi di destinazione dei flussi migratori che hanno origine in Romania, all'interno dei quali donne e minori continuano ad essere particolarmente a rischio di diventare vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale. Oltre ai dati staticistici, anche la percezione degli operatori conferma come la presenza di donne e minori nella prostituzione in strada e negli appartamenti sia in aumento.
Il fenomeno della tratta di esseri umani si evolve rapidamente, adattandosi ai mutamenti normativi e sociali e alle misure di contrasto adottate a livello dell'Ue. La ricerca "Speranze, in vendita", realizzata nell'ambito del progetto, ha messo in evidenza alcune caratteristiche specifiche del modello di reclutamento e sfruttamento che caratterizza la tratta tra la Romania e l'Italia. I risultati della ricerca mettono in evidenza come all'origine della vulnerabilità delle donne e minori allo sfruttamento vi siano, nel paese di origine e destinazione, situazioni di negazione della parità di genere se non anche situazioni di abuso e violenza. Nel meccanismo della tratta dalla Romania la figura del “fidanzato-protettore” (loverboy) ha assunto un ruolo sempre più centrale. All'uso generalizzato di violenza o privazione assoluta della libertà, si preferisce la creazione di legami forti ed esclusivi di tipo personale e affettivo, fondati sulla soggezione psicologica. Queste nuove modalità determinano nelle ragazze una bassa percezione del proprio stato di sfruttamento e l'illusione di un'autonomia conquistata rispetto alle esperienze di negazione della pari dignità della donna nella famiglia e nella società vissute in passato.
La strategia di intervento del Progetto si basa sul rafforzamento della capacità degli operatori di gestire, anche in cooperazione con i paesi di origine e destinazione, interventi di protezione e assistenza delle vittime, incluse le misure per favorire l'inclusione sostenibile nel mercato del lavoro delle donne che fuoriescono dai percorsi di tratta. Dal 2009 sono stati sperimentati nuovi strumenti di lavoro e favorite nuove forme di collaborazione tra le organizzazioni dell'Italia e della Romania. E' stata inoltre svolta, sulla base dei risultati della ricerca "Speranze, in Vendita" una campagna di sensibilizzazione nelle 8 regioni della Romania.
I numeri del progetto Animanova esprimono il lavoro intenso svolto dal partenariato nel corso dei tre anni di vita del progetto e provano il valore aggiunto della cooperazione e del partenariato transnazionale supportato dall'Unione Europea attraverso i fondi strutturali e i programmi di finanziamento a gestione diretta. Al di là dei numeri il progetto ha contribuito a creare legami di reciproca fiducia tra gli operatori dell'Italia e Romania, che condividono la passione per il lavoro sociale e il cui contributo è fondamentale per il rafforzamento della crescita inclusiva che costituisce uno dei pilastri della strategia Europa 2020.
Qui il report del progetto
Per maggiori informazioni www.animanova.ro