
L'indagine MET 2009 rileva un incremento dell'internazionalizzazione delle imprese italiane persino nel 2009, anno di crisi. Le imprese che allacciano rapporti con l'estero sono passate dal 14,1% del 2008 al 16,8% del 2009, con un incremento in tutte le classi dimensionali ad eccezione di quelle di media dimensione. Sorprendente la crescita della variazione delle micro imprese (+2.8 punti percentuali).
Le regioni percentualmente più internazionalizzate sono Veneto ed Emilia Romagna mentre la Toscana e soprattutto la Puglia hanno una percentuale molto inferiore di imprese che operano sui mercati internazionali.
Anche per la ricerca si rileva un maggior dinamismo tra le microimprese:
Il 5,8% delle micro imprese ha attivato nel 2009 programmi di R&S, con una spesa media per la ricerca (tra coloro che realizzano R&S) di circa l’11% del proprio fatturato. Il modo in cui la ricerca può essere effettuata (ricerca interna all’azienda, cooperazione con altre imprese, incarico a soggetti terzi, rapporti con Università ed altro) varia in modo significativo. Soprattutto le micro-imprese e le piccole ricorrono prevalentemente ad attività esterne. Nel complesso, fatto 100 il totale di spesa in R&S, le aziende con 1-9 addetti impiegano il 66,1% di tali risorse per realizzare all’esterno tali funzioni. In particolare i canali più utilizzati sembrerebbero essere quelli che prevedono relazioni con i laboratori ed i centri di ricerca esterni (17,3%), con altre imprese (16.5%) e quelli con le Università (15,7% ed in sensibile aumento rispetto al dato 2008). Anche in questo contesto emerge, seppur con entità non elevata, una presenza di relazioni internazionali per le micro imprese. Il 4,4% delle imprese tra 1 e 9 addetti che svolge attività di R&S esterna opta per rapporti collaborativi di ricerca con soggetti esteri di vario genere (università, imprese o centri di ricerca).