Italy for Europe

Network per la promozione e la valorizzazione dei progetti italiani in ambito europeo e internazionale

  • Home
  • News e segnalazioni
  • Archives
  • Subscribe

La sanità negli Usa

Schermata 02-2455966 alle 10.14.22

L'infografica di Peter Kim denuncia l'enorme diffusione e spesa per antidepressivi negli Usa. Wikipedia descrive così la situazione della copertura della spesa in sanità: Durante gli anni novanta, il prezzo dei medicinali divenne uno dei maggiori punti dell'agenda politica americana, dato il suo aumento esponenziale, visto che i cittadini scoprirono che né il governo né le compagnie private avevano intenzione di coprire il costo di queste medicine. Allo stato attuale, gli Stati Uniti sono il paese che spende di più per i propri medicinali. Nel 2003, il servizio nazionale copriva in media solamente il 17,7% delle spese totali. Il governo statunitense prese posizione (febbraio 2007) affermando che il prezzo delle medicine è alto perché in altri paesi il costo effettivo viene in maggior parte coperto dallo stato, mentre in America è a totale carico del cliente. Inoltre, all'estero le compagnie si possono accordare, per questo motivo, con il governo, mentre negli Stati Uniti gli accordi sul prezzo dei medicinali sono proibiti per legge. Complessivamente, soltanto il 20% dei medicinali in vendita ha svolto per intero l'iter di approvazione del farmaco. Obama ha sostenuto il suo scontro più duro con i Repubblicani proprio sulla riforma sanitaria, riuscendo dove aveva fallito Hillary Clinton durante il primo mandato del marito

Continua a leggere "La sanità negli Usa" »

Scritto da Asa_A.Santangelo il 08/02/12 alle 10:36 nella Global intelligence | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Tag Technorati: antidepressivi, sanità, Usa

Quanto pesa il sommerso

Schermata 2012-01-19 a 10.08.04
Siamo in buona compagnia. L'immagine mostra il rapporto tra PIL di un Paese e economia sommersa, o come meglio la definiscono gli anglosassoni, black market.
Ed è proprio un mercato illegale, con una parte preponderante di vera e prorpia criminalità, quello di cui si parla. Che è anche evasione, e finisce per essere, nelle sue parti meno strutturali, a copertura di quello criminale. Le cifre (riportate nell'infografica di Peter Kim qui sotto) sono impressionanti:
Con un valoere di 10 trilioni di $, è il secondo mercato del pianeta, dopo gli Usa (14 Tr. $), più del doppio della Cina. Nel 2020 occuperà 2/3 della poplazione mondiale.
Occorre fare qualcosa per un sistema malato. Date un'occhio al fatturato dei farmaci contraffatti a fronte del mercato legale.

Continua a leggere "Quanto pesa il sommerso" »

Scritto da Asa_A.Santangelo il 19/01/12 alle 11:19 nella Global intelligence | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Tag Technorati: distorsioni, PIL, sommerso

Worldshapin

Schermata 2011-12-22 a 11.51.28

Worldshapin è un progetto sviluppato da Carlo Zapponi, programmatore e Vasundhara Parakh, designer, per of Visualizing.org. Utilizza lo Human Development report delle Nazioni Unite e confronta alcuni aspetti legati alla quotidianità per ciascun Paese. La mappa interattiva per l'Italia è tutto sommato confortante

Scritto da Asa_A.Santangelo il 22/12/11 alle 12:02 nella Global intelligence | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Tag Technorati: dati, grafica, Worldshapin

Brics

Schermata 2011-11-29 a 15.44.09

Il direttore di ISPI, Paolo Magri, ha scritto con Paolo Quercia un testo sui Brics, che puoi scaricare qui (.pdf)

Scritto da Asa_A.Santangelo il 29/11/11 alle 15:46 nella Global intelligence | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Tag Technorati: brics, ISPI, report

PRESENTAZIONE DELLE OPPORTUNITA DEI BANDI DELLA BANCA MONDIALE 2011

Nell’ambito del progetto Friend Europe, al fine di presentare le opportunità offerte dal sistema dei Bandi di Banca Mondiale per le imprese italiane, il giorno 5 ottobre 2011 alle ore 10.00 presso il VeGAL a Portogruaro (VE), in Via Cimetta 1, sarà organizzato il seminario tecnico “Vademecum per accedere ai bandi di Banca Mondiale”. Gli interessati possono compilare il modulo di iscrizione allegato ed inviarlo all’indirizzo online@informestconsulting.it

 La partecipazione al seminario è gratuita.
Informest Consulting S.r.l. ha assunto la gestione del più grande database del mondo di bandi di Banca Mondiale e delle banche internazionali multilaterali, disponibile in lingua italiana, ed è distributore ufficiale per l’Italia dei bandi di Banca Mondiale. Il database contiene oltre 1 milione di bandi l’anno, oltre 2.500 nuovi bandi al giorno, appalti per circa 800 miliardi di USD anno in tutti i settori merceologici e per acquisizione di beni, servizi, lavori. Inoltre presenta i contatti delle società aggiudicatarie dei bandi già chiusi, agevolando eventuali offerte di imprese per sub-forniture. Il valore medio degli appalti è di circa 200 mila Euro, quindi un importo decisamente appetibile per la PMI italiana. Informest Consulting offre ai propri utenti l’opportunità di abbonarsi ai bandi con uno sconto speciale del 20% rispetto alle tariffe standard internazionali e di usufruire di servizi accessori. Tale canale è l’unico che consente alle aziende italiane di beneficiare di questo sconto.
Seminario Banca Mondiale _scheda di adesione
http://www.informestconsulting.it/file/index/download/id/200

Scritto da Renzo.Ruffini il 12/09/11 alle 20:52 nella Another economy, Global intelligence, Ricerca e sviluppo | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Tag Technorati: Bandi Banca Mondiale

Sbarcare in Cina

Sul Corriere Economia Danilo Falappia, Ceo di Innofit, spiega che per entrare sul mercato cinese oggi occorre avere un'offerta qualificata. Falappia ci lavora del 1994, e nel corso del tempo le regole si sono fatte più stringenti:
- «Il governo tende a proteggere i propri imprenditori e filtra le richieste di licenze di business. In passato il tasso di concessione dei permessi era del 100 per cento, oggi sarà intorno al 35-40 per cento»
- «Nel 2004, quando ho messo in piedi l’azienda cinese insieme ad altri soci italiani, il capitale sociale doveva essere di 140 mila dollari, oggi è di 500 mila»
quindi occorre procedere con attenzione, ma lo spazio c'é:
Il made in Italy ha un grande appeal e ci permette di avere una marcia in più. Ma se non dimostri operosità, perdi il vantaggio competitivo iniziale».

Scritto da Asa_A.Santangelo il 10/01/11 alle 11:11 nella Global intelligence | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Tag Technorati: Cina, Mercati, qualificazione

Referendum in Sudan

Schermata 2011-01-05 a 15.06.02 Domenica 9 gennaio si tiene il referendum per l'indipendenza del Sud Sudan. Un ampio dossier ISPI delinea la situazione e i possibili esiti. In Sudan il Sud (nero) è ricco di petrolio, ma ha bisogno degli sbocchi del Nord (arabo). In caso di conflitto, si troverebbero di fronte Usa e Cina; quest'ultima molto dipendente dal petrolio sudanese.

Carta strategica del Sudan elaborata per ISPI da Pietro Longo (Università Orientale di Napoli)

Scritto da Asa_A.Santangelo il 05/01/11 alle 15:36 nella Global intelligence | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Tag Technorati: ISPI, referndum, Sudan

Le elezioni di mid-term

Schermata 2010-10-11 a 11.29.11

Nell'infografica multimediale del NYT, un futuro "roseo" per gli Usa.Forse Obama si avvia a fare la fine di Jimmy Carter?

Scritto da Asa_A.Santangelo il 11/10/10 alle 11:32 nella Global intelligence | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Tag Technorati: elezioni, mid-term, previsioni, Usa

Quanto contiamo?

Reggio_calabria_monumento_all'italia

L''ISPI pubblica un dossier sul peso dell'Italia a livello internazionale. In un paper il direttore, Claudio Magri, riflette sul peso del Paese nei differenti contesti. Nel corso degli ultimi anni ci siamo rafforzati numericamente, pesiamo di più all'ONU (che conta sempre meno) e meno in Europa (per via dell'allargamento). Ma contiamo di meno nelle posizioni di vertice e come rilevanza complessiva. Analogo destino per la Francia - meno accentuato - mentre la Germania ha accresciuto il suo peso.

Come rimediare: spendere di più (non si può, visti i chiari di luna dell'economia), fare scouting di talenti nazionali da proporre (siamo un po' provinciali e non abituati a lavorare sul lungo periodo), oppure fare sistema. Come si sa, non esprimiamo il meglio su questo versante.

Scrive Magri: La terza opzione - garantire un adeguato sostegno istituzionale - significa innanzitutto evitare di presentare due candidature per la stessa posizione (è successo); evitare il “fuoco amico” (è successo); non presentare candidature per ogni posizione disponibile (può succedere). Significa infine – come ricordava recentemente B. Biancheri in un intervento su La Stampa sul Servizio Diplomatico Europeo – un raccordo stretto fra i vari Ministeri coinvolti e la Presidenza del Consiglio: un raccordo ancor più fondamentale per un paese come il nostro che nell’ultimo ventennio ha visto alternarsi nella posizione chiave per la definizione delle politiche che stiamo analizzando – il Ministro degli Esteri – 15 diversi ministri (il triplo della Germania, il doppio di Francia, Spagna e Gran Bretagna).

Questo e altri interventi si leggono qui

Scritto da Asa_A.Santangelo il 21/09/10 alle 12:08 nella Global intelligence | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Tag Technorati: internazionale, ISPI, Italia, rilevanza

Galizia e Budapest: i conti delle destre

Pedro Puy Galicia PPdeG                     Varga_Mihaly

“Pecunia non olet” è un motto dell’imperatore Vespasiano, pronto ad inventare nuove tasse per rimettere in sesto un bilancio in deficit, un ever green anche adesso, che acquisisce una sfumatura in più. Il denaro non puzza, sia che lo si prenda, sia che lo si spenda, soprattutto quando bisogna riflettere in modo nuovo come lo si incassa ed alloca.

Il governo della regione spagnola della Galizia (Partido Popular, destra) ha proposto di porre un tetto alla quota di finanziamenti privati nei cosiddetti schemi di PPP (Private Public Partnership) o PPI (Public Private Initiative), che prevedono l’ingresso di capitali privati nella realizzazione di opere pubbliche in cambio di un canone pluriennale redditizio per il finanziatore privato.

La soluzione è stata lanciata già un decennio fa, presentandosi come un toccasana per finanze pubbliche indebitate. Allora era comprensibile un beneficio d’inventario: oggi no, perché c’è sufficiente esperienza accumulata. Un esempio pratico: l’ospedale spagnolo di Vigo, realizzato con PPP e inclusivo dei costi di un canone pluriennale, è costato €860 milioni, mentre con il tradizionale modello dell’investimento pubblico sarebbe costato €450 milioni (+47,6%).

Ovviamente la giunta galiziana di destra difende la bontà della scelta, sostenendo che, senza l’apporto privato, non ci sarebbe stato l’ospedale, ma è un controsenso presentare il PPP come una soluzione per fronteggiare l’indebitamento pubblico quando in definitiva lo aggrava. Tanto è vero che il portavoce per l’economia galiziana, Pedro Puy (sx.), avanza l’idea di un tetto da fissare con l’accordo di tutti i partiti “per non legare le mani ai governi futuri con conseguenze decennali”.

In parole povere l’idea che il debito futuro sia una variabile irrilevante, da lasciare comodamente alle amministrazioni ed alle generazioni successive, comincia a perdere terreno. Un paio di conti della serva potrebbero dimostrare anche in Italia che i famosi contratti globali per i servizi alle pubbliche amministrazioni presentano in alcuni casi la sgradevole caratteristica di lievitare la spesa per 10, legando le mani al pubblico per un decennio, concentrando la decisione su pochissimi burocrati e privandolo di quell’efficace leva del controllo di qualità che scattava alla scadenza annuale del contratto.

Conti analoghi li sta facendo a Budapest anche il governo di destra del Fidesz (Fidesz – Magyar Polgári Szövetség; Federazione Giovani Democratici - Unione Civica Ungherese) (vedi http://blog.i4e.it/2010/07/budapest-lassedio-del-mercato-alla-politica.html). La tassa sulle banche (nel silenzio quasi generale della stampa internazionale e nazionale) è passata e con essa il principio che chi ha asset tossici deve pagare una tassa sui rifiuti finanziari che poi il governo deve smaltire.

Dubitiamo che il premier Viktor Orban sia stato mosso da alati principi di ecofinanza, ma l’idea d’incassare €1,4 miliardi nel giro di due anni a spese di banche ricche (= 0,5% del PIL), nonostante la crisi cui hanno contribuito con il commercio di titoli di bassissima qualità, è interessante per chiunque voglia trovare soldi laddove ci sono.

Ovviamente l’idea non è stata gradita dall’establishment economico internazionale, che, da quando esiste, conta numerosi partigiani nell’FMI, oltre che in diversi media economici globali e nelle istituzioni private di rating. La conseguenza più vistosa è una serie d’articoli dove si accusa il governo ungherese di comunicazione maldestra, d’innervosire i mercati, di voler mantenere promesse elettorali irrealistiche.

La realtà non è sfortunatamente così semplice perché Budapest sta decidendo d’invertire la tendenza anche per quel che riguarda i fondi di pensione privati. Nel 1997 UE ed FMI hanno costretto l’Ungheria ad adottare un sistema pensionistico misto rispetto a quello statale. Quindi parte dei fondi pubblici che servivano a pagare le pensioni sono stati forzosamente investiti nei mercati di capitali per sostenere i fondi pensionistici privati, creando un deficit nel sistema pubblico.

Il sottosegretario Mihaly Varga (dx.) ha detto chiaro e tondo che questa perdita non sarà sostenuta dal bilancio statale e che va recuperata altrove, integrando i fondi privati nel sistema statale, ovvero nazionalizzandoli (= €9,5 miliardi).

È un affronto all’ortodossia dogmatica dei fondi pensione privati, migliori di quelli pubblici, che però si compie nel contesto di un crollo rovinoso della finanza privata con perdite pesanti agl’investitori deboli ed utili ai soliti vertici.

La necessità di gestire il largo consenso ottenuto alle elezioni è chiara, ma le scelte di politica economica sono differenti dal solito quadro italiano ed europeo. La posta in gioco è semplicemente la sovranità economica dei governi nazionali dopo l’abdicazione di una deregulation sempre più spinta durata da 22 anni. Una partita difficile che pochi altre capitali mondiali stanno giocando.

Scritto da Alessandro.Politi il 26/08/10 alle 16:00 nella Global intelligence | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Tag Technorati: Budapest, deregulation, EU, Fidesz, Galicia, Hungary, IMF, Mihaly Varga, Pedro Puy, PP, PPI, PPP, Viktor Orban

»

Partner

  • Archidata srl
  • Banca Europa - Centro studi
  • Expert Italia
  • Fondazione Etica Europa
  • Fondazione ISTUD
  • IFOA - Istituto formazione operatori aziendali
  • IReR - Istituto regionale di ricerca della Lombardia
  • Ricerche e Trasporti

Links

  • Blog finanziamenti comunitari
  • Cantieri - Rete degli innovatori
  • CORDIS - Notiziario
  • Europa - Fondi strutturali e Programmi comunitari
  • EuropaLavoro
  • FIRST - Finanziamenti per l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico
  • Il portale dell'Unione europea
  • RECIS - Le Regioni del Centro Italia
  • ReSET - Rete per lo sviluppo delle economie territoriali

Iscriviti a i4e


  • Puoi ricevere automaticamente tutte le notizie di i4e nel tuo aggregatore iscrivendoti al nostro feed RSS.
    (per saperne di più)

Contributors

  • Alessandro Politi
  • Anna Catasta
  • Antonio Santangelo
  • Federico Rappelli
  • Loris Rizzi
  • Luigi Serio
  • Renzo Ruffini

Cerca su i4e

  • Google


    WebItaly for Europe
Blog powered by TypePad

Archivi

  • febbraio 2012
  • gennaio 2012
  • dicembre 2011
  • novembre 2011
  • ottobre 2011
  • settembre 2011
  • agosto 2011
  • luglio 2011
  • maggio 2011
  • aprile 2011

Altro...

Categorie

  • 2007-2013
  • Another economy
  • E-government
  • Europa 2020
  • European Union
  • Europrogettazione
  • Global intelligence
  • Innovation
  • Internazionalizzazione
  • Ricerca e sviluppo
  • Science & Technology
  • Strategia di Lisbona
  • Sviluppo sostenibile
  • Università e ricerca
  • Women strategics