Scritto da Asa_A.Santangelo il 01/03/13 alle 10:05 nella Another economy, ICT | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
I guasti della legge Bossi-Fini si rilevano soprattutto nel campo dell'education. Le barriere all'ingresso di studenti e ricercatori stranieri sono molteplici e, unitamente alla scarsità di corsi in inglese (e all'impreparazione accademica che diventa opposizione), penalizzano la qualità del brain presente nel Belpaese.
Pochi studenti stranieri, ancor meno donne (stavolta con la complicità di alcuni Paesi del Nord-Europa, preoccupati per infiltrazioni a sfondo sessuale). A peggiorare le cose, una quota sempre maggiore di ricercatori italiani che cercano all'estero occasioni che qui non trovano, col bel risultato di regalare ad altri Paesi il frutto dell'investimento, costoso, per la loro formazione.
Il supplemento La Lettura del Corriere della Sera pubblica una splendida infografica realizzata da Accurat, azienda milanese con radici del Politecnico di Milano.
Di non facile lettura, la tavola interattiva mette in relazione PIL, partecipazione femminile al mercato del lavoro, tasso di disoccupazione, ranking internazionale delle università, ricercatori stranieri e immigrati sul totale della popolazione, rientri dei ricercatori emigrati e emigrati sul totale della popolazione, Paesi di provenienza e destinazione.
Già la posizione dell'Italia sulle ascisse denuncia il basso investimento in R&D sul PIL e la percentuale esigua di ricercatori rispetto alla popolazione. Se si fa caso al rapporto ricercatori stranieri e immigrati si può cogliere l'assenza di politiche legate all'attrazione di talenti (confrontate con Usa, Svizzera, Svezia, e poi via via gli altri paesi Ocse. Deludente la percentuale di occupazione femminile, ridicola la presenza tra i primi 250 atenei del mondo.
Scritto da Asa_A.Santangelo il 29/01/13 alle 10:43 nella Another economy, Innovation | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
I firmatari di questo appello sono convinti che il futuro del Paese passi anche attraverso la Rete e le sue straordinarie potenzialità di democrazia.
Chiediamo quindi a tutti i partiti, le liste e le coalizioni politiche, durante la campagna elettorale e, poi, in caso di elezione dei propri candidati:
1. di pubblicare online l’’elenco di tutte le candidature, offrendo a tutti i candidati una piattaforma web attraverso la quale aprirsi al dialogo e al confronto con i cittadini e presentarsi ai propri elettori con il proprio curriculum, le proprie idee e il proprio programma: massima trasparenza e apertura anche alle critiche dovranno essere irrinunciabili principi ispiratori della campagna elettorale online.
2. di dare pubblicità a tutte le riunioni politiche di vertice in live streaming e successiva archiviazione online, perché chi si candida alla guida del Paese non può e non deve avere niente da nascondere ai cittadini.
3. di garantire che tutti i candidati si impegnino, se eletti, a consultarsi costantemente attraverso strumenti telematici con i propri elettori, rispondendo settimanalmente online a interrogazioni pubbliche in livechat.
4. di impegnarsi nella prossima legislatura perché l’accesso a Internet diventi un diritto fondamentale del cittadino.
Scritto da Asa_A.Santangelo il 04/01/13 alle 14:24 nella Another economy | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Grandi differenze culturali nei pianeta, ma una certa sintonia nel rendere difficile la presenza femminile nei posti che contano in azienda, dove la differenza di genere pesa più che in politica.
McKinsey, a seguito di una ricerca svolta in Europa, USA e Asia per verificare stato e ragione della presenza (o assenza) femminile ai livelli direttivi delle aziende, direzioni e CdA, dà alcuni consigli all'imprenditore innovativo, per cambiare la situazione::
1) trattare la differenza di genere come qualsiasi altra iniziativa strategica in azienda, con obiettivi e pianificazione, monitoraggio e verifiche al livello più elevato per un numero significativo di anni. Includere le donne nella lista delle risorse critiche comporta un impegno duro e continuo.
2) fare un'analisi accurata supportata da dati, raccogliendoli per aree di business, geografie, funzioni. Non basta tenere d'occhio le donne ai livelli alti, ma monitorarne il successo a tutti i livelli dell'organizzazione, mettendo in relazione le loro performance con quelle dei maschi e la loro presenza nei vari settori comparandola con quella maschile.
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Scritto da Asa_A.Santangelo il 30/11/12 alle 10:34 nella Another economy | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Cristina Taglietti sul Corriere della Sera di oggi preannunci alcuni risultati di uno studio che Pearson, agenzia internazionale della formazione, ha commissionato alla Intelligence Unit dell'Economist. Lo studio sarà visibile sul sito http://thelearnincurve.pearson.com e indaga le correlazioni che esistono tra qualità del sistema educativo - meglio, competenze acquisite dagli studenti grazie al - e competitività del Paese nel lungo periodo. E' stato condotto su 50 Paesi, utilizzando ben 60 diversi indicatori: Pil, spesa pubblica e quota per l'istruzione, livelli salariali degli insegnanti, ore lavorate, tasso di alfabetizzazione, tasso di disoccupazione, evia elencando e misurando.
E' evidente quanto sia cruciale l'approccio, mentre la leadership delle economie occidentali risulta minacciata dai Brics, e i giovani dei nostri Paesi trovano sempre più faticoso l'ingresso nel mondo del lavoro. Destinatari dello studio, nelle intenzioni del committente, politici, ricercatori universitari, dirigenti scolatici. L'obiettivo dello studio è quello di individuare un Indice Globale di Capacità Conoscitive e Livello di Istruzione.
Continua a leggere "Sapere e saper fare, sistemi educativi a confronto" »
Scritto da Asa_A.Santangelo il 27/11/12 alle 11:24 nella Another economy | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Scritto da Asa_A.Santangelo il 22/11/12 alle 15:47 nella Another economy | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Scritto da Asa_A.Santangelo il 19/10/12 alle 11:03 nella Another economy | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Scritto da Asa_A.Santangelo il 18/09/12 alle 11:04 nella Another economy | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Oggi la Task Force nominata dal ministro Passera per fare un'istruttoria sul tema delle start-up in Italia ha presentato il report. In streaming su web, a 100 giorni dalla sua formazione, il think thank ha fornito 170 pagine e rotti di consigli che dovrebbero consentire al governo di dare una forte accelerazione alla creazione di nuove aziende. Una iniziativa rivolta soprattutto ai giovani, ma non solo, orientata a cambiare lo stato di cose per cui, secondo Luca De Biase, "l'Italia non è un Paese ospitale per l'innovazione". Il lavoro fatto da lui e dai suoi colleghi è stato illustrato dal coordinatore, Alessandro Fusecchia, del ministero del lavoro.
Difficile riassumere tutti i contenuti del report, che potete scaricare qui (.pdf).
Scritto da Asa_A.Santangelo il 13/09/12 alle 16:36 nella Another economy | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Recita una canzone di De André: Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior. Probabilmente il cantautore genovese, scomparso e rimpianto, apprezzerebbe l'iniziativa di Tom Szaky, che nel 2001 ha dato vita a TerraCycle, una start up deicata al riciclo diei rifiuti inprodotti utili. Ne parla con il fondatore Antonio Savarese su Che Futuro!. TerraCycle ha iniziato producendo concime organico, si è poi trasformata in una delle aziende green con i maggiori margini di crescita nel mondo.
"TerraCycle trasforma i rifiuti raccolti in una vasta gamma di prodotti e materiali.Con oltre 20 milioni di persone attive nella raccolta dei rifiuti in oltre 20 paesi TerraCycle ha trattato miliardi di unità di rifiuti e li ha usati per creare oltre 1500 diversi prodotti disponibili presso i principali rivenditori, da Walmart a Whole Foods Market.
Nell'immagine, il modello di business di TerraCycle. Nel 2013 dovrebbe approdare in Italia
Scritto da Asa_A.Santangelo il 07/08/12 alle 11:17 nella Another economy | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)