
Google sta lanciando negli Usa un'offerta per il mercato residenziale con connettività a 1 Gigabit. Costo: 70 $/mese (fanno 56,7 €), 120 $ con la TV, 300 $ una tantum per la vita o 25 all'anno per connettività internet (5Mbps download, 1Mbps upload) e la possibilità di passare in qualsiasi momento all'offerta maggiore.
L'iniziativa della casa di Mountain View non è nuova, in passato Google aveva tentato di avviare progetti pilota per il wi-fi gratuito in alcune città, senza successo. Due problemi: chi paga i costi dell'infrastruttura, turbativa di mercato verso gli operatori che invece la connettività la vendono. Questo il motivo dello stallo.
Ma la proposta attuale di Google bypassa i problemi: a pagare sono gli utenti, come è giusto che sia. Ma cosa se ne fa un utente residenziale di 1 Gbit di connettività? Per capire, vi basti pensare che Regione Lombardia, per la connettività di tutti i suoi uffici (circa 3200 dipendenti) usa 2 Gbit.
Google, per invogliare l'investimento, promette agli utenti delle zone cablate di far accedere gratuitamente tutti gli uffici pubblici, a partire da asili e scuole. In questo modo l'investimento privato si ribalta sul sociale. L'idea è eccellente. La città viene divisa in zone, e a essere prescelte sono quelle a maggior densità di utenza. Per ora il pilota viene limitato a die città: le Kansas City del Kansas e del Missouri.
La proposta è molto provocatoria, guarda al futuro (propone una banda sovradeterminata per gli utilizzi di oggi), lo fa a prezzi di mercato (target alto oggi negli Usa, medio in Europa), e spiazza le Telco, già alle prese con margini ridottissimi sulla telefonia fissa. Lo fa grazie alla sua enorme capitalizzazione. La domanda è: questo modello di business è destinato a diffondersi. A mio parere, sì, e le telco europee in primis dovrebbero preoccuparsi.
E da noi, come funziona?
Il presidente di Telecom Italia, Franco Bernabé, nel presentare la semestrale ha messo una pietra tombale sulla fibra ottica e la banda larga (vera): "Non accelereremo la diffusione della rete in fibra, anche perché l'indicazione dell'Unione Europea è solo programmatica, vedremo prima quali sono le decisioni finali e comunque la diffusione della rete è spinta da clienti e redditività: non faremo nulla che possa compromettere obiettivi globali nel breve termine perché vogliamo comunque il deleavereage (riduzione del debito) per Telecom''.
Radio Bruxelles libera commenta così: Lo sviluppo della fibra ottica non è pertanto un obiettivo strategico di Telecom. La rete ad alta velocità si svilupperà solo dietro al spinta “dei clienti e della redditività”. Ma ciò vuol dire che non avverrà mai, perchè il possesso della rete in rame consente a Telecom di bloccare qualsiasi progetto di modernizzazione: gli elevati profitti della rete in rame, combinati con il fatto che i servizi erogati sono tendenzialmente in comeptizione con quelli su fibra, rende impossibile qualsiasi sviluppo.