Bruxelles, 30 maggio 2012 – La Commissione europea ha adottato un pacchetto di raccomandazioni riguardanti misure di bilancio e riforme economiche per rafforzare la stabilità finanziaria, rilanciare la crescita e creare occupazione in tutta l'UE. Le raccomandazioni specifiche per paese tengono conto della situazione di ciascuno Stato membro. La Commissione ha formulato anche raccomandazioni per la zona euro considerata nel suo insieme e ha illustrato l'azione politica a livello di UE che, a suo parere, deve integrare le misure nazionali per arrivare a un'ambiziosa iniziativa UE per la crescita a due livelli. La Commissione ha presentato inoltre le conclusioni di dodici esami approfonditi nell'ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici e ha rivolto raccomandazioni al Consiglio riguardanti la procedura per i disavanzi eccessivi.
Queste decisioni riflettono il ruolo centrale della Commissione nella governance economica dell'Europa. Pur essendo modulate in funzione della situazione di ciascuno Stato membro, le raccomandazioni fanno parte di un approccio coerente volto a riequilibrare l'economia europea. La situazione delle finanze pubbliche inizia a migliorare e si sta cominciando a correggere gli squilibri. La direzione da seguire è chiara. Ora dobbiamo moltiplicare gli sforzi, a livello nazionale ed europeo, per agire in modo più rapido e efficace.
Da questa seconda serie annuale di raccomandazioni specifiche per paese emergono diverse indicazioni fondamentali. Per quanto riguarda le finanze pubbliche, nel complesso gli Stati membri stanno adottando le misure necessarie al ripristino della sostenibilità, ma in diversi casi il risanamento dovrebbe essere più favorevole alla crescita. La disoccupazione, in particolare fra i giovani, è un problema grave e, anche se non esiste una soluzione rapida, occorre intervenire immediatamente per aumentare la produttività e conciliare meglio le competenze e la formazione con le esigenze del mercato del lavoro. Molti Stati membri hanno intrapreso profonde riforme strutturali, tra cui quelle dei loro mercati occupazionali, che contribuiscono a migliorare la competitività e a correggere gli squilibri macroeconomici in Europa. Occorre tuttavia un'azione nettamente più estesa in tutta l'UE per liberare il nostro potenziale di crescita, creare opportunità di sviluppo dell'attività imprenditoriale e sfruttare il potenziale di occupazione dei servizi, dell'energia e dell'economia digitale.
Ci sono i fondi strutturali e c'è Horizon 2020, il nuovo programma quadro che finanzierà la ricerca e l'innovazione nell'Ue a partire dal 2014. Insieme supportano la Smart specialisation strategy, l'approccio europeo allo sviluppo intelligente e sostenibile. Poi c'è l'Italia, con la sua scarsa capacità di utilizzare le risorse comunitarie. Una debolezza che il paese rischia di pagare al momento di negoziare i nuovi fondi per la programmazione post 2013. Se n'è discusso a Roma, nel corso di un convegno organizzato al Consiglio nazionale delle ricerche.