Dal 1° gennaio siamo entrati nell'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, il cui principale obiettivo è agevolare la creazione di una cultura dell'invecchiamento attivo in Europa, basata su una società per tutte le età. Oggi nella nostra società troppo spesso l’invecchiamento è percepito come una minaccia, un onere a carico dei più giovani e dei lavoratori.
Eppure oggi si invecchia mantenendo una salute assai migliore rispetto al passato e le persone "più in là con gli anni" hanno accumulato competenze ed esperienze preziose che possono trasmettere ai giovani. Per questo motivo, l’Unione europea ha proclamato il 2012 Anno europeo dell'invecchiamento attivo e delle solidarietà tra le generazioni, nell'intento di sostenere gli sforzi profusi dagli Stati, dalle autorità regionali e locali, dalle parti sociali e dalla società civile per promuovere l'invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni e sfruttare maggiormente il potenziale delle generazioni nate durante gli anni dell'esplosione demografica.
Oltre alla promozione di una cultura dell'invecchiamento attivo che valorizzi l'utile contributo degli anziani alla società e all'economia, l'iniziativa mira a mantenere la solidarietà tra le generazioni a fronte del rapido aumento del numero di persone anziane nella nostra società. Ciò richiede, tra l'altro, l'adeguamento delle condizioni di lavoro, la lotta contro gli stereotipi negativi e la discriminazione in base all'età, il miglioramento della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, l'adattamento dei sistemi di apprendimento alle esigenze di una manodopera anziana e la garanzia che i sistemi di protezione sociale siano adeguati e offrano gli opportuni incentivi. Il progetto di Anno europeo è nato dall'esigenza di adeguare le politiche Ue ai seguenti cambiamenti demografici descritti nella Relazione demografica 2010 della Commissione europea: una prospettiva di vita della popolazione europea più lunga e sana rispetto al passato, il leggero incremento dei tassi di fertilità e, soprattutto, un notevole cambiamento del tessuto sociale, che vede un aumento del numero di "over 60" pari a circa 2 milioni di persone ogni anno.