Vi ricordate i Tories mangiaBruxelles, quelli che
raccontavano che la Commissione Europea esisteva per misurare la curvatura
delle banane? Bene, non ci sono più.
Il nuovo premier David Cameron, il cui arrivo al potere aveva suscitato ampie preoccupazioni per le sue passate sparate antieuropee, ha lanciato una serie di segnali coerenti con il ministro degli Esteri, William Hague, sul fatto che l’UE è importante per Londra e che bisogna aumentare la presenza britannica negli organi europei.
Contemporaneamente si è premurato di visitare il
presidente francese Nicolas Sarkozy e la Kanzlerin Angela Merkel per far capire
che le vecchie ruggini erano superate e che l’atteggiamento del governo
conservatore era pragmatico e non ostruzionista. Anche quando c’erano delle
sostanziali divergenze (tassazione delle transazioni finanziarie), Cameron ha
trovato una formula di compromesso con i tedeschi e ha lealmente difeso in
ambito G-20 la posizione europea di tagli e risparmi in risposta alla crisi
davanti alle opposte sollecitazioni americane.
Miracolo al Downing Street nr. 10? No, la maggior
parte delle analisi politiche tattiche evidenziano che il Regno Unito ha due
problemi in comune con gli 26 partner europei: tagli finanziari e Afghanistan.
I primi si fanno digerire meglio al pubblico se si fa vedere che sono richiesti
dall’Europa (una tipica tattica di tutti i governi italiani). Sulla guerra,
invece, anche i marziali Tommies hanno ormai capito che bisogna andar via ed
hanno già fissato la data di partenza al 2015.
Il livello strategico, quello invisibile, ha invece
un’altra più machiavellica coloritura. Vi rammentate Sarkozy, il filoamericano
pronto ad rientrare anche in nella struttura militare integrata NATO da cui il grande
Charles de Gaulle era uscito sbattendo la porta? Come tutti sanno, il primo a
proporre di rientrarvi (già ai tempi di Bill Clinton) era stato Jacques Chirac
e non certo per incontrollati impulsi pro-yankee. Ecco, Cameron fa lo stesso e
perché? Perché come la NATO è politicamente morta il 12 ottobre 2001 e quindi
non minaccia la sovranità di nessuno, così l’UE è politicamente moribonda e
quindi persino gl’inglesi possono fare gli europeisti.
Nell’Eurozona non ci pensano proprio ad entrarci, ma
come dar loro torto in questo momento? Su molti altri importanti aspetti
dell’integrazione, la posizione britannica è rimasta la stessa rispetto a
quelle di Margaret Thatcher e Tony Blair.
Quel che è cambiato, ma i nostri amici d’Oltremanica
non sembrano vedere, è la Germania. Guardate la foto: David è rapito dalla
partita di calcio, Angela, da buona donna, è educatamente interessata, ma le
rotelle del suo cervello pensano ad altro. A come salvare l’economia tedesca e
le sue zone d’influenza globali con o senza gli altri 26 o anche senza gli
altri 16. Adesso è Berlino che farà la parte di Londra, Parigi quella di Londra
e Londra quella di Roma, conciliante mediatrice ed ecumenica. E Roma? Non sarà
più lei, diventerà MI-NA con conseguenze senz’altro pirotecniche a livello
regionale.
Perché come la NATO è politicamente morta il 12 ottobre 2001 e quindi non minaccia la sovranità di nessuno, così l’UE è politicamente moribonda e quindi persino gl’inglesi possono fare gli europeisti.
Scritto da: ffxiv gil | 15/09/10 a 07:35