Il festival dell'Economia di Trento si è ormai affermato come momento cruciale di riflessione sulla scienza dei bisogni; sono migliaia le persone che si affollano nei seminari in cui si discute di indicatori, di teorie, di sviluppo. Quest'anno si è discusso anche di felicità. Ne ha parlato Jigmi Y. Thienley, premier del Paese himalayano, spiegando che, su impulso del suo re, il livello di benessere del Paese viene ora misurato in termini di Gnh (Gross National Happiness). In sostituzione del Pil.
Il Pil promuove la crescita economica continua e senza limiti. Questo è un processo insostenibile in una realtà in cui le risorse sono invece finite, a partire dalle risorse ambientali, necessarie ai fini della produzione dei beni di consumo. Pensiamo alla maggiore frequenza dei disastri naturali, al progressivo venir meno delle risorse e alle competizioni che esso scatena, alla crescita stessa della povertà. Il Bhutan, prendendo la parola all’assemblea delle Nazioni unite, ha proposto di considerare questi problemi in maniera olistica, cioè nel loro insieme, non separatamente. Il punto fondamentale è che noi non viviamo in maniera sostenibile. Da qui è nata l’idea della Felicità interna lorda. In Bhutan si ritiene che la felicità è data dall’equilibrio fra i bisogni del corpo e quelli della mente.
Il concetto di Gnh si basa su quattro pilastri:
- il primo è il perseguimento di uno sviluppo sociale equo e sostenibile, che assicuri assistenza sociale, istruzione, salute e giustizia;
- il secondo riguarda la sostenibilità ambientale, rispettare la natura significa evitare catastrofi naturali;
- segue la promozione della cultura, l'insieme di valori che promuovono il progresso della società;
- il quarto pilastro è il buon governo, aperto alla democrazia che promuove la libertà degli individui.
La misura della felicità utilizza 9 dimensioni: tenore di vita (reddito, sicurezza sul lavoro,...); stato di salute; livello di istruzione; ambiente e natura; cultura; vitalità della comunità; utilizzo del tempo (anche quello che serve a riflettere); benessere psicologico, buon governo. Le dimensioni si misurano in base a 72 variabili.
Prosegue Thienley: Quindi, quando facciamo delle indagini sulla felicità nel nostro paese, noi facciamo domande su 72 variabili. Tutti i progetti, tutte le politiche devono passare un esame per stabilire se sono positive o negative rispetto a questi 9 ambiti. Altrimenti tornano al parlamento e vengono ridiscusse. Nell’ultimo studio condotto in Bhutan le persone che hanno dichiarato di essere felici erano il 52%, il 45% si sono dette molto felici, il 3% non molto felici. Qualcuno ci chiede come si comportano questi valori rispetto alle diversità culturali e religiose. Ma stiamo parlando di valori universali, valori che tutti condividono.
Sono dimensioni condivisibili, e molte variabili costituiscono probabilmente l'essenza del welfare come lo conosciamo in Occidente. In particolare il richiamo alle risorse limitate e alla dimensione finita del Pianeta riecheggia l'impostazione di Europa 2020. Il salto di qualità è passare dall'affermazione di principio (la difesa dell'ambiente, l'economia sostenibile) alla definizione di parametri quali-quantitativi che poi definiscono un ranking nel raggiungimento degli obiettivi. Su questo il piccolo Bhutan sembra più avanti dell'Unione Europea.
Commenti