Sono dieci, le linee direttive integrate ed elencano i cinque grandi obiettivi
della strategia 2020. Devono ora essere adottate dal Consiglio Europeo di fine
giugno affinché gli Stati membri possano iniziare a redigere i loro programmi
nazionali di riforma.
Le dieci linee direttive sono:
- a titolo delle GOPE:
1. garantire la qualità e la validità delle finanze pubbliche;
2. riassorbire gli squilibri macroeconomici;
3. ridurre gli squilibri nella zona euro;
4. ottimizzare il sostegno alle R&S (3% del PIL investito nelle R&S
entro il 2020) ed all'innovazione, rafforzare il triangolo della conoscenza e
liberare il potenziale dell'economia digitale;
5. favorire un'utilizzazione più efficace delle risorse e ridurre le emissioni
di gas a effetto serra (per raggiungere gli obiettivi 20/20/20);
6. migliorare l'ambiente delle imprese e dei consumatori e modernizzare la base
industriale;
- a titolo delle LDE:
7. aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e diminuire la
disoccupazione strutturale (dal 69% al 75% per la popolazione dai 20 ai 64
anni);
8. sviluppare una mano d'opera qualificata che soddisfa le necessità del
mercato, promuovere occupazioni di qualità e l'istruzione e la formazione nel
corso della vita;
9. rendere i sistemi d'istruzione e di formazione più efficienti a tutti i
livelli (riportare il tasso d'abbandono scolastico al 10%) ed aumentare la
partecipazione all'insegnamento superiore (il 40% almeno dei 30-34 anni
dovrebbe essere costituito da titolari di tale diploma o di un livello
equivalente nel 2020);
10. promuovere l'inclusione sociale e lottare contro la povertà (ridurre di 20
milioni il numero di persone minacciate dalla povertà).
Notiamo che il Parlamento europeo tuttavia ha appena ricordato le sue
prerogative in materia, chiedendo al Consiglio europeo di rinviare l'adozione
della strategia Europa 2020 fino all'autunno (invece di giugno prossimo). La
conferenza dei presidenti del PE desidera infatti avere un po'più di tempo per
analizzare le proposte e ricorda che il Parlamento Europeo "ha il diritto
di essere consultato sugli orientamenti della politica dell'occupazione dell'Unione
europea e potrebbe così ritardare l'adozione del pacchetto se non fosse soddisfatto
del suo contenuto". Il calendario attuale lascia infatti soltanto alcune
settimane al PE per consegnare la sua analisi, mentre ha il diritto formale di
essere consultato sulle linee direttive dell'occupazione. "Quindi se sono
considerate come una totalità, tutte le politiche dovrebbero essere adottate in
autunno se il Parlamento decide di dare una valutazione più approfondita delle
proposte", afferma un comunicato diffuso lunedì 26
aprile.
Fonte: Agence Europe - Bollettino
quotidiano dell'Unione Europea
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