I prossimi sei mesi sono cruciali per la UE nella definizione del senso della decade in cui siamo appena entrati. Quest'anno infatti la Commissione dovrà mettere a punto la strategia "UE 2020", che dovrà sostituire Lisbona; compito difficile visto il quasi fallimento di quest'ultima. Certo, negli ultimi due anni si è verificata una crisi finanziaria profonda, ma è senso comune che, in ogni caso, gli obiettivi non sarebbero stati raggiunti comunque. All'inizio del decennio, infatti, ci si era ripromessi di rendere quella Europea "l'economia a più alto tasso di conoscenza e più competitiva entro il 2010", con i suoi due più ambiziosi corollari: occupazione al 70% e investimenti in ricerca al 3% del Pil.
Se sul secondo qualche Paese del Nord Europa ha raggiunto e superato il target, sull'occupazione la crisi ha fatto fare un salto indietro anche ai Paesi più virtuosi, e il futuro prossimo non promette bene.
EUobserver preannuncia grandi manovre per cercare di imporre obiettivi obbligati ai singoli Paesi, ed eventuali multe in caso di insuccesso
Commenti