Secondo l’ultimo quadro di valutazione degli aiuti di Stato della
Commissione europea, la crisi finanziaria ha fatto lievitare il volume
complessivo degli aiuti da 66,5 miliardi di euro, ossia lo 0,52% del PIL degli
UE-27 nel
Il commissario
responsabile per
Aiuti per
superare la crisi finanziaria
L’azione
coordinata di Stati membri e Commissione e l’introduzione di norme specifiche
per la crisi hanno consentito la rapida attuazione di regimi di aiuto e di
misure ad hoc che non mettono in
pericolo la parità di condizioni a livello di Unione europea.
Il sostegno
messo complessivamente a disposizione dagli Stati membri a fronte della crisi
ed approvato dalla Commissione nel 2008 è stato pari a 3 361 miliardi
di euro. L’importo nominale del sostegno effettivamente erogato dagli Stati
membri nel 2008 è stato molto inferiore, attestandosi su 958 miliardi di
euro. L’elemento di aiuto di Stato di tale importo è stimato
a 212,2 miliardi di euro, pari all’1,7% del PIL degli UE-27.
L’elemento di aiuto è nettamente inferiore rispetto all’importo nominale,
specialmente perché l'elemento di aiuto delle garanzie di Stato costituisce di
norma solo una piccola parte degli importi garantiti. La spesa di bilancio
reale si concretizza inoltre solo in caso di effettiva escussione di una
garanzia di Stato.
Gli Stati
membri proseguono gli sforzi per riorientare gli aiuti verso obiettivi
orizzontali
A parte le
misure relative alla crisi finanziaria, gli Stati membri hanno proseguito gli
sforzi per riorientare gli aiuti verso obiettivi orizzontali di interesse
comune. Vi è destinato attualmente l’88% circa degli aiuti concessi
all’industria e ai servizi, mentre sono scesi gli aiuti al salvataggio e alla
ristrutturazione non collegati alla crisi. In particolare, la Commissione ha
riscontrato che viene dato maggiore rilievo agli aiuti regionali e agli aiuti
per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, i quali dovrebbero rilanciare, in
futuro, le opportunità di crescita dell’occupazione.
Semplificazione
e flessibilità
Le
riforme introdotte dal piano di azione nel settore degli aiuti di Stato
2005–2008 (cfr. IP/05/680 ) continuano a dare risultati. Le nuove deroghe dall’obbligo di esame
preventivo da parte della Commissione attuate dal regolamento de minimis
(cfr. IP/06/1765
) o dal regolamento generale di esenzione per
categoria recentemente adottato (cfr. IP/08/1110
) hanno ridotto gli oneri amministrativi
salvaguardando condizioni di parità a livello di concorrenza. Per quanto
riguarda il volume, circa il 19% degli aiuti è stato concesso tramite esenzioni
di categoria. Un ulteriore 76% di aiuti di Stato è oggetto di esame da parte
della Commissione nell’ambito di regimi di aiuti. Una volta approvati dalla
Commissione, i regimi o programmi in questione consentono agli Stati membri di
concedere aiuti a un grande numero di beneficiari senza ulteriori verifiche. Le
misure oggetto di valutazione individuale al livello del beneficiario ammontano
solo al 5% degli aiuti complessivi. Ciò significa che gli Stati membri godono
di una grande flessibilità, mentre i criteri di compatibilità salvaguardano il
mercato interno.
Applicazione
delle norme
Dal quadro di
valutazione emergono inoltre ulteriori progressi nel recupero di aiuti illegali
e incompatibili: alla fine del giugno 2009 erano stati recuperati 9,4 miliardi
di euro. A parte il 9% di aiuti illegali ancora pendenti, è stato effettivamente
restituito dai beneficiari il 91% dell’importo complessivo degli aiuti illegali
e incompatibili, rispetto a solo il 25 % alla fine del 2004.
Il quadro di
valutazione, insieme all’allegato relativo a fatti e cifre sugli aiuti di Stato
negli Stati membri dell'UE e a una serie di tabelle e indici statistici
dettagliati per tutti gli Stati membri, è disponibile sul sito web Europa:
http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/studies_reports/studies_reports.html
Cfr.
anche MEMO/09/540 .
Fonte:
Press releases RAPID
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