MEDIT,
per un valore di circa 2,5 milioni di euro, è finanziato dal Fondo Sociale
Europeo e si svolgerà fino a marzo 2011
E’ stato
presentato il 28 ottobre a Bucarest dall'Agenzia nazionale per l'occupazione
della manodopera romena (Anofm) e Italia Lavoro il progetto MEDIT, iniziativa
per il ritorno dei lavoratori romeni nel loro Paese di origine. Concepito come
“modello di cooperazione transnazionale per il rientro dei lavoratori romeni”,
MEDIT, per un valore di circa 2,5 milioni di euro, è finanziato dal Fondo
Sociale Europeo e si svolgerà fino a marzo 2011. L’intervento, si propone di
istituire degli strumenti per informare i romeni in Italia sulle realtà del
Paese di origine
Il progetto, hanno sottolineato i
coordinatori , era stato ideato nel 2007, quando la situazione economica era
diversa da quella attuale, che sta registrando dei gravi squilibri a livello
europeo. Inoltre, il Presidente dell'Anofm, Silviu Bian, ha spiegato che sarà
elaborata anche una guida del rientro in Romania. “Il rientro è come una
seconda emigrazione”, ha detto Bian, sottolineando che, con l'aiuto di Italia
Lavoro, ma anche delle associazioni dei romeni nella Penisola e delle imprese
private, “vogliamo sostenere i connazionali che vogliono rientrare in Patria
per mettere su' una attività in proprio o per trovare un posto di lavoro,
a seconda della preparazione professionale e delle proprie potenzialità”.
Intervistata da Radio Romania Internazionale, Graziella Lobello, la
coordinatrice del progetto per Italia Lavoro, ha spiegato che MEDIT, in fase
operativa dallo scorso giugno, prevede la cooperazione transnazionale per far
conoscere tra gli immigrati romeni disoccupati o alla ricerca di un posto di
lavoro in Italia l'offerta disponibile in Romania e il fabbisogno di manodopera
specializzata nel Paese di origine.
“Il
progetto mette in atto una serie di strumenti informatici e di metodologie
affinché si possa avviare il processo di rientro”, ha spiegato Graziella
Lobello. Sarà sviluppato inoltre un sito Internet che presenterà i posti di
lavoro in Romania e Italia, nonché informazioni sulla legislazione. Una simile
iniziativa, che la Romania sta sviluppando pure con la Spagna, potrebbe
risolvere anche il doloroso problema della separazione dei bambini romeni dai
genitori che lavorano in Italia.
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