Il ministro Gelmini ha rilasciato a Repubblica una intervista
sul decreto relativo all'Università. Paiono positive due innovazioni: la
possibilità di trasformarsi in Fondazioni, che consente una maggior
agilità amministrativa, e la richiesta di trasparenza.
Come immagina l'università del futuro? Riassumo l'università che sogno
in tre parole: internazionale, eccellente, meritocratica. E, quarto,
trasparente. Le singole università dovranno fornire sui loro siti web,
come avviene in gran parte del mondo anglosassone, i dati sugli sbocchi
professionali dei loro studenti, sulla produzione scientifica annuale
dei loro docenti e ricercatori e sulla soddisfazione degli studenti, un
monitoraggio che già diversi atenei, statali e privati, provvedono a
compiere. Solo con la trasparenza e l'accessibilità alle informazioni
può affermarsi un sistema pienamente meritocratico, che consenta a
studenti e famiglie scelte consapevoli e informate.
Sono condivisibili invece le perplessità
di Alfonso Fuggetta sul tema delle tasse, fissate per legge. I costi sono molto
diversi da ateneo ad ateneo, e l'unicità delle tasse colèisce
maggiormente chi fa ricerca, necessita di strutture elaboratori
complessi, etc. E' indubbio poi che i tagli alla R&S e alla
formazione universitaria sono più necessari in momenti di crisi, come
questo, perché come dice Alfonso hanno una funzione anticlica. E noi,
rispetto al 3% fissato come obiettivo da Lisbona, siamo molto al
disotto
Tags: Gelmini, Università, R&S
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