Tiscali pubblica lo stato delle sanzioni della UE in atto verso i 4 Paesi:
Iran: Il 22 e 23 gennaio 2007, i ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno approvato l'applicazione di sanzioni contro l'Iran per il mancato stop al programma nucleare. A dicembre dello stesso anno, i paesi dell'Ue e della Nato decidono di rimanere fermi nelle decisioni adottate riguardo il programma nucleare iraniano, nonostante la pubblicazione di un rapporto Usa secondo cui dal 2003 Teheran non ha condotto ricerche per lo sviluppo di armi nucleari.
Cina: A gennaio 2007 il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso ha dichiarato che l'Ue sta lavorando per eliminare l'embargo sulle armi anche se il processo non è "imminente". La questione è stata affrontata anche durante il summit Ue-Cina, che si è svolto a Pechino nel mese di novembre, in cui è stato sottolineato come l'embargo sulle armi non corrisponda alle attuali relazioni tra l'Unione europea e il paese asiatico
Cuba: Il 12 giugno 2006, un comunicato ufficiale del Consiglio dell'Ue sottolinea l'intenzione di Bruxelles di voler offrire un appoggio concreto per "il cambiamento pacifico a Cuba". Nel mese di giugno 2007, l'organismo di vigilanza del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha annunciato che Cuba non è inclusa nella lista dei paesi sotto sorveglianza speciale per le violazioni dei diritti umani. Nonostante questa risoluzione, la "posizione comune europea", che prevede una serie di sanzioni contro il paese, è stata sospesa ma non abolita. I paesi dell'Europa dell'est, in particolar modo la Repubblica Ceca, si sono opposti alla ripresa dei rapporti con Cuba
Zimbabwe: Il 19 febbraio 2007 il Consiglio ha confermato le misure restrittive nei confronti del governo dello Zimbabwe e le ha estese per un altro anno. Nel mese di dicembre 2007, la partecipazione al vertice Ue-Africa (il primo dopo quello del Cairo nel 2000) del presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe ha suscitato forti polemiche. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha affermato che il presidente "danneggia l'immagine della nuova Africa". Robert Mugabe ha invece criticato "l'arroganza dell'Unione europea", riferendosi in particolare a Danimarca, Germania, Olanda e Svezia, che pretende di comprendere la situazione dello Zimbabwe meglio dell'Unione Africana e della Comunità per lo sviluppo dell'Africa meridionale
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