Richard Baldwin, docente di economia internazionale a Ginevra, e Mika Widgren, su lavoce.info affrontano il tema dell'operatività delle istituzioni dell'UE. La considerazione di partenza è la scarsa capacità decisionale dell'Europa a 27: nel 2005 c'é stato un calo della produzione legislativa dell'Unione, tornata a livelli pre allargamento nel 2006. Ma solo grazie a provvedimenti presi a maggioranza, mentre le questioni più controverse, e struttturali, devono essere prese all'unanimità.
Attualmente le decissioni vengono prese in base al Trattato di Nizza, ma i due ricercatori sostengono che esso era giaà fallito al momento della sua stipula, e lo sostengono in base alle preferenze rivelate, cioè ai comportamenti concreti degli uomini delle istituzioni. La loro conclusione è che il nuovo trattato deve affrontare i due nodi critici: le regole di voto nel Consiglio d'Euorpa e la composizione della Commissione (un commisssario per Paese?).
"Il duro confronto dell’ultimo decennio ha ridotto le riforme costituzionali davvero, ma davvero necessarie, a due: la riforma delle regole di voto in Consiglio e la composizione della Commissione. Il nuovo Trattato potrà pure toccare un ampio ventaglio di temi, in modo da costituire un pacchetto politicamente bilanciato, ma quando arriverà alla riforma istituzionale, avrà poca scelta: dovrà mettere a posto le regole di voto nel Consiglio dei ministri".
