BRUXELLES, 27 GIU - Con una lettera indirizzata alla Commissione europea, il Network europeo contro il commercio di armi (ENAAT) e sette organizzazioni internazionali attive nella lotta contro il commercio di armi, denunciano i rischi che comporterebbe dare seguito alla recente proposta europea sulla libera circolazione di armi tra i paesi membri dell'Ue. I punti che suscitano maggiore preoccupazione riguardano il rischio di ''ri-esportazione'' delle armi e la violazione dei principi di trasparenza. Stando all'intervento delle otto organizzazioni, previsto dalla procedura di consultazione avviata dalla Commissione, in particolare preoccupa l'eventualità che aziende riescano ad esportare armi verso stati fuori dall'Ue passando dai paesi membri e traendo così vantaggio dalla politica meno restrittiva applicata dall'Unione. Se ciò dovesse accadere, si legge nel testo, si metterebbe a repentaglio la sovranità dei singoli stati limitando la possibilità da parte di questi di adottare regole più. rigide. Inoltre, sostengono ancora le organizzazioni, sarebbe più difficile operare controlli sulla trasparenza, in particolare nel caso in cui parti che compongono le armi passano da un paese ad un altro, rendendo così difficile stabilire quale sarà l'uso finale delle armi in questione.
La proposta della Commissione è quella di considerare le armi come un qualsiasi altro bene o prodotto, di conseguenza sarebbe vigente il principio di libera circolazione.
Il dilemma di fondo è relativo alle incomparabili caratteristiche delle armi e alle possibili irreparabili conseguenze del loro utilizzo.
Siamo a cospetto di un ulteriore scontro, NON ARMATO, tra legge e morale.